Geomedicina

 

Quanto segue rappresenta il sunto dei lavori presentati in Convegni nazionali ed internazionali, i cui riferimenti sono riportati nella pagina delle pubblicazioni [37] [40] [42] [47] [50] [56] [61] [67] [68] [70]

L'insieme delle informazioni acquisite sulla distribuzione areale degli elementi chimici, sui meccanismi della loro migrazione, sul background nelle diverse litologie e loro biodisponiblità, sono fondamentali per lo svolgimento di indagini geomediche ed epidemiologiche e di conseguenza per la comprensione di fenomeni che si ripercuotono sulla salute dell'uomo e quindi, sulla qualità della vita.
Il Dipartimento di Geoingegneria e Tecnologie Ambientali della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Cagliari (DIGITA), da diversi anni è impegnato nella raccolta di campioni provenienti da diverse matrici (rocce, suoli e sedimenti) ed analisi di dati geochimici. Attualmente la fase di raccolta e indagine analitica è terminata ed è in fase di preparazione una cartografia geochimica in diverse scale di tutta la Sardegna, basata sul database di campioni di sedimenti da corrente. L'analisi di questo database ha evidenziato la presenza, in diverse aree, di tenori particolarmente elevati di alcuni elementi, considerati nella letteratura medica come nocivi (Cd, As, Pb, Hg, etc). Questo fatto ci ha suggerito di correlare i dati geochimici con i dati legati ad alcune patologie croniche potenzialmente associabili ad esposizione da metalli pesanti.
È apparso fin dal principio che lo studio di un modello di correlazione tra concentrazioni, anche naturali, di metalli pesanti e salute dell'uomo necessita di un approccio multidisciplinare, vista la complessità dell'argomento che comprende, sostanzialmente, tutto l'ecosistema.
La ricerca ha coinvolto inizialmente il Dipartimento di Tossicologia della Facoltà di Medicina e il DIGITA. Successivamente il DIGITA ha esteso le collaborazioni di ricerca anche con la Clinica Dermatologica, con cui è stato realizzata una prima fase di ricerca che ha permesso di identificare alcuni fattori ambientali fortemente indiziati per l'insorgenza di patologie insolite, emerse in alcune aree della Sardegna. I risultati finora raggiunti sono stati presentati in alcuni convegni, ma gli studi conclusivi, attualmente in corso, sono fortemente condizionati dalla sempre più scarsa disponibilità di risorse. Nonostante questo e visto il crescente interesse che questa nuova disciplina sta suscitando a livello internazionale, è stato deciso di provare a coinvolgere l'ASL 8. Dopo diversi tentativi, finalmente è stato possibile predisporre un protocollo d'intesa tra l'Università di Cagliari, attraverso il DIGITA e l'ASL 8, con il Dipartimento di Prevenzione, attraverso la neonata Struttura Semplice Dipartimentale Salute e Ambiente. Tale documento è stato approvato di recente dal Senato Accademico e attualmente è in attesa della firma del Rettore e del Direttore della ASL 8. Tutte le ricerche eseguite fino ad ora, hanno seguito le metodologie d'indagine definite dalle diverse discipline coinvolte fino a convergere nella sovrapposizione e quindi nell'elaborazione dei dati finali. È da sottolineare che, fin dalle prime fasi di ogni ricerca, si è instaurata una continua interazione tra i ricercatori coinvolti, in modo da caratterizzare le aree studiate con l'ausilio delle migliori informazioni ottenibili.

L'obbiettivo di tali studi e ricerche è l'identificazione di un modello metodologico per gli studi geomedici, applicabile anche in altre aree geografiche. Tale strumento sarebbe di valido aiuto per la caratterizzazione territoriale e quindi per la pianificazione del territorio.

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Paolo Valera